DANZA LENTA

Pubblicato su Giova il Novembre 29, 2007 da paolacoluccia

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Hai mai guardato i bambini in un girotondo ?
O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla ?
O osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.Non danzare così veloce.Il tempo è breve. La
musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo ?
Quando dici ‘Come stai?’ ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita ti stendi sul tuo letto con centinaia di
questioni successive che ti passano per la testa ?
Faresti meglio a rallentare.Non danzare così veloce.Il tempo è breve. La
musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio, ‘lo faremo domani?’ senza notare nella fretta,
il suo dispiacere ?
Mai perso il contatto, con una buona amicizia che poi finita perché tu non
avevi mai avuto tempo di chiamare e dire ‘Ciao’ ?
Faresti meglio a rallentare.Non danzare così veloce.Il tempo è breve. La
musica non durerà.
Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte ti perdi la metà del
piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno, come un regalo mai aperto . .
gettato via.
La vita non è una corsa. Prendila piano. Ascolta la musica

I Pasticceri

Pubblicato su Cosa accade in cucina il Novembre 19, 2007 da paolacoluccia

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Sacher e Domenica

 Fredda domenica chiusi in casa, (secondo me più per pigrizia che per freddo!) Quindi cerchiamo di organizzarci e programmiamo la giornata. Per pranzo veniamo gentilmente omaggiati da un favoloso e gustoso sugo di lepre al quale non posso non accompagnare delle fettucine fatte in casa con sfoglia tirata rigorosamente a mano, che fanno molto sapore della nonna …… ma non ci accontentiamo a quanto pare oggi la creatività in cucina si scatena e io e Giovanni decidiamo di regalarci la mitica e difficoltosa SACHER TORT . Lo ammetto stiamo peccando di presunzione, così ricetta alla mano partiamo all’esplorazione della dispenza alla ricerca di tutti gli ingredienti (ops a Giovanni gli è toccato uscire, per mancanza di cioccolato). Preparati e pesati tutti gli ingredienti con cura abbiamo cominciato la lunga preparazione (Giovanni è un cuoco bellissimo :-) ) mescolati con cura tutti gli ingredienti e fedelissimi alla ricetta inforniamo la torta per 90 min circa ….. e ci accomodiamo per  visione  del  cartone con Mafalda “Le follie dell’imperatore”,  mentre il doce  casalingo invadae la casa del suo profumo ….. I tempi sono perfetti la fine del cartone coincide esattamente con i tempi di raffreddamento della torta che quindi possiamo glassare….. ed è qui che gli chef Paola e Giovanni fanno un pochino di cilecca ….. la glassa non è esattamente vellutata e liscia come in realtà dovrebbe essere, forse non è venuta una sacher perfetta ma sicuramente un ottima torta, ma il pomeriggio è stato ozievole piacevole e rilassante per tutti !!!

L’Amore vero inizia laddove non attendi nulla in cambio

Pubblicato su Paola il Ottobre 16, 2007 da paolacoluccia

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SOLO UNA BACCAIl piccolo stagno sonnecchiava perfettamente immobile nella calura estiva.
Pigramente seduto su una foglia di ninfea, un ranocchio teneva d’occhio un insetto dalle lunghe zampe che stava spensieratamente pattinando sull’acqua: presto sarebbe stato a tiro e il ranocchio ne avrebbe fatto un solo boccone, senza tanta fatica.
Poco più in là, un altro minuscolo insetto acquatico, un ditisco, guardava in modo struggente una graziosa ditisca: non aveva il coraggio di dichiararle il suo amore e si accontentava di ammirarla da lontano.
Sulla riva a pochi millimetri dall’acqua un fiore piccolissimo, quasi invisibile, stava morendo di sete. Proprio non riusciva a raggiungere l’acqua, che pure era così vicina. Le sue radici si erano esaurite nello sforzo.
Un moscerino invece stava annegando. Era finito in acqua per distrazione. Ora le sue piccole ali erano appesantite e non riusciva a risollevarsi. E l’acqua lo stava inghiottendo.
Un pruno selvatico allungava i suoi rami sullo stagno. Sulla estremità del ramo più lungo, che si spingeva quasi al centro dello stagno, una bacca scura e grinzosa, giunta a piena maturazione, si staccò e piombò nello stagno.
Si udì un “pluf!” sordo, quasi indistinto, nel gran ronzio degli insetti. Ma dal punto in cui la bacca era caduta in acqua, solenne e imperioso, come un fiore che sboccia, si allargò il primo cerchio nell’acqua. Lo seguì il secondo, il terzo, il quarto…
L’insetto dalle lunghe zampe fu carpito dalla piccola onda e messo fuori portata dalla lingua del ranocchio.
Il ditisco fu spinto verso la ditisca e la urtò: si chiesero scusa e si innamorarono.
Il primo cerchio sciabordò sulla riva e un fiotto d’acqua scura raggiunse il piccolo fiore che riprese a vivere.
Il secondo cerchio sollevò il moscerino e lo depositò su un filo d’erba della riva, dove le sue ali poterono asciugare.
Quante vite cambiate per qualche insignificante cerchio nell’acqua.

La notte magica

Pubblicato su Lulu' il Ottobre 16, 2007 da paolacoluccia

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Un giorno inaspettato, il 7 marzo 1991, fui svegliato di notte. Era stato fino a quel momento un riposo poco tranquillo e svegliarsi alle due non sarebbe stato di buon auspicio al resto della giornata. Ma quell’evento mi riempì talmente di gioia e di orgoglio che dimenticai di essermi addormentato qualche ora prima. La mia piccola stava nascendo. Aveva deciso, con qualche settimana di anticipo, di conoscere il mondo che l’avrebbe accolta. Ricordo le ore di attesa davanti la sala parto per attendere con ansia il suo vagito che dai vetri opachi mi avvisava “eccomi papà”. Ti vidi per un attimo mentre ti portavano nel tuo lettino, non piangevi, ma ancora con gli occhi chiusi lottavi a pugni stretti per farti largo. Più tardi ti prendevo in braccio per la prima volta, timoroso, premuroso ed innamorato. Ti parlai, ti dissi “Ciao Lulu sono papà”. Apristi gli occhi, mi guardasti, mi sorridesti. Non so se fu perchè per quasi nove mesi avevi sentito parlare attraverso il pancione di mamma, mentre ti cantavo dolci strofe, o perchè in quel momento il suono della mia voce ti sorprese dolcemente, ma mi sorridesti. Mi riconoscesti. Ti ho seguito passo passo, ho sentito i tuoi primi vagiti, le tue prime parole, sono stato insieme a te nei primi giochi …. Ora sei una donnina, la mia Lulu. Io sono ancor il tuo papi, ma tu non sei più la mia pupi … Sei la mia più grande gioia, la cosa più bella che ho creato nella vita. Sapevo di volerti e ti ho desiderata ogni attimo ed ancora adesso sei per me la piccolina che sorrise ad un papà impacciato e al settimo cielo. Ti voglio bene.

Palma Jo alla sua Lulu